CALCIO, SERIE B: VENEZIA, ORA SERVE UNA SVOLTA

di Umberto Sent

 Cari e affezionati amici, lettori ed internauti de “il Trimestrale”, quella che doveva essere solo una veloce parentesi rischia invece di trasformarsi in un boomerang per i colori calcistici arancioneroverdi.

L’immediato ritorno nel massimo campionato, così come era stato prospettato in avvio, appare al momento obiettivo quanto mai improponibile per un Venezia Fc che, giornata dopo giornata, è anzi gradualmente scivolato nei bassifondi della serie B, tanto che la Società, dopo lo stop interno con l’Ascoli, ha sollevato dall’incarico l’allenatore Ivan Javorcic, ingaggiato con tutti gli onori dopo aver condotto gli altoatesini del Sudtirol alla storica promozione proprio nel campionato Cadetto.

Al suo posto (dopo il fulmineo interregno di Andrea Soncin, con sconfitta a Como), in panchina siede adesso il cinquantenne Paolo Vanoli, due stagioni in maglia arancioneroverde da giocatore tra il 1993 e il 1995, un recentissimo Scudetto con l’Inter in veste di Assistant Coach nello staff di mister Antonio Conte e fresco vincitore della Coppa di Russia 2021/2022 da tecnico dello Spartak Mosca.

All’esordio con battuta d’arresto per 1-2 con la Reggina sono seguite due vittorie, di misura a Palermo e per 2-1 al “Penzo” con la Ternana, successi che hanno evitato ai lagunari di sprofondare in coda ma che, pur non cambiando di molto la situazione in classifica, hanno contribuito a ridare fiducia e morale ad un ambiente decisamente in sofferenza.Una sofferenza che, in realtà, riguarda non solo i risultati e quindi la Prima Squadra, ma(come sottolineato anche nel prezioso ed illuminante contributo di Franco Bacciolo in prima pagina) anche le relazioni con la dirigenza da parte della tifoseria.

Quest’ultima contesta ai vertici del sodalizio di aver fatto “piazza pulita” di quanto di veneziano c’era in Società (vedi gli eclatanti addii degli ‘uomini-mercato’ Poggi e Collauto) senza che per questo la sempre più nutrita pattuglia statunitense nella stanza dei bottoni, espressione della proprietà ‘a stelle e strisce’ che fa riferimento al presidente Duncan Niederauer, riesca a far raggiungere al sodalizio gli obiettivi prefissati.

Anzi: tra tutte le compagini della serie B della corrente stagione 2022/2023, il Venezia è al penultimo posto sia in termini di abbonamenti venduti sia (attualmente) di presenze di spettatori sugli spalti.

Segnali poco incoraggianti, insomma: è per questo che ora serve una svolta da parte della Società sia nel ricucire lo strappo con i propri tifosi sia nel trovare i giusti correttivi (ma con l’arrivo di mister Vanoli la situazione sembra essere migliorata) per garantire al Venezia una dignitosa salvezza e una programmazione adeguata per riportare il calcio lagunare ai livelli che gli competono.

 

 

 

CALCIO, SERIE D: MESTRE, UN CAMPIONATO IN RISALITA

di Paolo Scarfì *

 Scriviamo queste righe riguardanti il Calcio Mestre all’indomani della fondamentale vittoria ottenuta dagli arancioneri di mister Gianpietro Zecchin al “Francesco Baracca” ad inizio dicembrre contro il Prodeco Montebelluna.

Il gol ad un minuto dal ’90 di Luca Pizzul ha portato tre punti che potrebbero dare un risvolto diverso e di rilancio al campionato, per una squadra molto, forse troppo, rinnovata in sede di campagna acquisti e che difatti, solo nei primi quattro turni, incassò altrettante sconfitte che la relegarono quale desolante fanalino di coda del girone C della serie D, ruolo davvero scomodo per la blasonata Società in mano sempre al presidente Stefano Serena.

Bravo, in questo caso, l’allenatore mestrino a saper gestire la difficile situazione, forte anche dell’esperienza maturata da primo allenatore nella scorsa stagione. Un tecnico ben voluto dalla piazza mestrina, che lo ha apprezzato anche quale ottimo centrocampista nella esaltante stagione 2016/17. Stagione, quest’ultima, ricordata per una storica promozione in serie C (con il non dimenticato Mauro Zironelli in panchina).

Risultato storico dal retrogusto però “amaro”, con al centro il problema della gestione dello stadio “Baracca”, impianto non ritenuto idoneo dalle norme FIGC ad ospitare le gare interne di un campionato professionistico.

Così il Calcio Mestre dovette “trasferirsi” al “Mecchia” di Portogruaro, terminò l’annata con un buon 10° posto in classifica, ma nella stagione successiva il presidente Serena, viste le troppe difficoltà gestionali ed economiche, decise un clamoroso auto declassamento del proprio sodalizio nel torneo di Eccellenza Veneta.

Tornando all’attualità di questa serie D, Zecchin ha saputo rimescolare carte, giocatori e schemi, trovando la giusta collocazione ai suoi calciatori e scoprendo in Julian Domijan Cardellino una preziosa punta centrale, all’inizio “oggetto misterioso” ma che, ben servito in area, si è dimostrato capace di far rotolare palla in rete per sei volte, risolvendo i problemi in fase di realizzazione degli arancioneri.

Ottimo in questa direzione il contributo anche di Filippo Segalina con quattro centri.

Certo, il Mestre continua a sembrare come la classica “porta del saloon”, vista la recente fuoriuscita dell’esperto difensore Nicolò Severgnini (capace, nell’insidiosa gara contro la Luparense dell’ex Zironelli, di giocare pure da punta, viste le tante assenze in quel momento del reparto offensivo), ora accasatosi al Treviso, con il ritorno del centrocampista, classe ’99, Mattia Poletto.

E pure il difensore Pasian, il centrocampista Marottoli e l’attaccante Pilotto nel mercato di dicembre si sono accasati altrove. In un campionato dalla classifica molto corta, il Mestre si trova a doversi sempre guardare con attenzione alle spalle per evitare l’insidiosa zona playout, ma anche con la prospettiva di poter mirare alla ben più allettante zona playoff.

Ovviamente tutto dipenderà dai risultati sul campo; le prossime sfide con le ambiziose Clodiense e Adriese sono sicuramente ostiche, ma è anche vero che gli arancioneri - al momento in cui chiudiamo questo articolo - hanno saputo raccogliere ben 19 punti nelle ultime 10 gare di campionato (5 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta subìta a Legnago allo scadere e giocando pure in dieci uomini per l’espulsione di Cardellino).

Gli appassionati sostenitori mestrini, pur consapevoli delle difficoltà e dei limiti attuali, non smetteranno di sperare comunque in un futuro più prestigioso per la loro squadra del cuore.

* Giornalista pubblicista, collaboratore sportivo de “Il Gazzettino”, già radiocronista e conduttore presso la redazione sportiva di RadioCarpini San Marco.